L’Elettronica di Consumo

La nascita dell’elettronica di consumo

L’innovazione tecnologica che ha aperto la strada all’elettronica di consumo (o “consumer”) è stata la diffusione dell’energia elettrica nelle abitazioni private.

Inizialmente utilizzata per l’illuminazione, l’energia elettrica domestica alimenterà quel dispositivo che è considerato il capostipite dell’elettronica di consumo: la radio. Erano i primi del ‘900 e le radio erano presenti sempre più spesso nelle case, anche grazie ad una diminuzione costante dei prezzi. Per effetto della concorrenza, le varie industrie s’ingegnano a ridurre i costi dei loro prodotti, grazie ad innovazioni tecnologiche e a miglioramenti produttivi. Prezzi in veloce discesa e i grandi numeri sono due caratteristiche peculiari dell’elettronica di consumo.

Minerva Radio Modello 485/2 (Paradiso) (1947/1948)

Dopo la radio, fu la volta della televisione. Una vera rivoluzione nella vita delle famiglie. Le prime trasmissioni sperimentali, in Italia, iniziarono nel 1934, mentre la RAI iniziò le trasmissioni ufficiali nel 1954.

Gli apparecchi per la riproduzione sonora come i giradischi e i registratori audio costituiscono un altro grande filone dell’elettronica di consumo. Negli anni ’70, la riproduzione sonora di qualità ebbe una grande diffusione, e marchi (soprattutto made in USA) come Marantz, AR, Bose e McIntosh tentarono con un certo successo di far entrare nel consumer la raffinatezza di apparecchiature d’élite.

Giradischi-Marantz

L’avvento dei dispositivi “solid state”

La diminuzione delle dimensioni e delle tensioni necessarie al loro funzionamento hanno fatto si che i dispositivi consumer non fossero più relegati all’interno delle abitazioni ma diventassero portatili. Questo grazie al passaggio tecnologico dalle grandi e inefficienti valvole termoioniche ai transistori “solid state” e quindi ai circuiti integrati.

Le prime radioline portatili “solid state” erano del 1954, mentre i primi televisori portatili, che però hanno avuto uno scarso successo, sono databili 1984, con il lancio del Sony Watchman.

sony-walkman

Invece, la Sony ebbe un immenso successo con il Walkman, un apparecchio poco più grande di un pacchetto di sigarette che consentiva di ascoltare la musica registrata nelle Compact Cassette attraverso le cuffie, camminando o facendo jogging. Le Compact Cassette furono inventate da un altro colosso dell’elettronica di consumo: la Philips.

Delle industrie italiane che producevano questi apparecchi, come l’antica Allocchio Bacchini, poi la Magneti Marelli, e, in seguito Brionvega, Mivar e Autovox, non è rimasto praticamente più nulla, prima a causa della concorrenza europea, e poi di quella giapponese e cinese.

La rivoluzione digitale

Dagli anni ’80, con l’avvento del Compact Disc, anche nell’elettronica di consumo inizia la rivoluzione digitale. In quest’ambito, gli inventori del Compact Disc, cioè di nuovo Philips e Sony, la fecero da padroni.

In seguito, sempre grazie alla tecnologia digitale, i dispositivi portatili per l’ascolto della musica divennero sempre più piccoli e in grado di contenere ore e ore di brani senza utilizzare gli elementi meccanici pesanti e poco robusti necessari per far suonare le Compact Cassette o il CD. Questo grazie ad algoritmi di compressione dati come l’MP3, che consente di ridurre di un fattore 10 lo spazio di memoria necessario per contenere musica senza perdere apprezzabilmente in qualità.

Un altro ambito dove l’elettronica digitale fu un successo è stato il campo dei videogiochi. Qui ebbero la meglio soprattutto costruttori giapponesi, come Atari, Nintendo e Sony. Successivamente, intervenne il dominatore delle applicazioni e dei sistemi operativi per PC, Microsoft, con il suo Xbox.

Nokia_5110

Un capitolo a parte merita il mercato della telefonia cellulare, dove, negli anni ’90, Nokia è stato il dominatore quasi incontrastato. Scelte poco lungimiranti e l’avvento degli smartphone, frutto dell’innovazione proveniente dalla grande azienda americana Apple, ne hanno decretato un decadimento velocissimo. Oggi, il maggior player nel mercato degli smartphone, oltre ad Apple, è la coreana Samsung.
Con gli smartphone si può sentire musica, ascoltare la radio, telefonare, vedere la televisione, fare fotografie, navigare in rete, giocare e molto altro. Insomma, i cellulari sono diventati un concentrato di elettronica di consumo che ha “fatto fuori” altri tipi di prodotti e aziende un tempo leader del settore, come ad esempio la Philips, che, recentemente, ha annunciato di voler uscire dai mercati consumer.

apple-iwatch

Il futuro

La parola “magica” per quanto riguarda l’elettronica di consumo del futuro è “Wearable”. I futuri prodotti di successo, e già oggi ci sono i primi esemplari, saranno indossabili. Piccoli computer tuttofare che ci accompagneranno e aiuteranno (forse) a vivere meglio.